Pannelli in legno ignifughi: classi di reazione al fuoco e dove usarli

Cosa succede a un pannello di legno quando si trova vicino a una fiamma? Dipende molto da come è stato prodotto. In hotel, scuole, stand fieristici e locali aperti al pubblico non basta che un pannello sia bello e robusto: deve anche rispondere a requisiti precisi di comportamento al fuoco. I pannelli in legno ignifughi nascono per questo. Non rendono il legno incombustibile, ma ne migliorano la reazione in caso di incendio, rallentando la propagazione delle fiamme. Tra i materiali di LegnoOnline ci sono pannelli in compensato di pioppo ignifugo e in truciolare ignifugo, pensati per applicazioni con specifici requisiti di reazione al fuoco.

Reazione al fuoco e resistenza al fuoco: due concetti diversi

Prima di scegliere un pannello conviene chiarire un equivoco frequente. La reazione al fuoco descrive come un materiale partecipa a un incendio: quanto facilmente si accende, quanto velocemente propaga la fiamma, quanto fumo produce. La resistenza al fuoco, invece, riguarda un elemento costruttivo intero, come una parete o una porta, e indica per quanti minuti mantiene le sue funzioni, espressa con sigle come REI 30 o EI 60.

I pannelli ignifughi si valutano per la reazione al fuoco. Un pannello classificato non trasforma automaticamente una parete in un elemento resistente al fuoco: per quello serve un sistema certificato nel suo insieme. Tenere distinti i due concetti evita di acquistare il materiale sbagliato o di promettere al committente una prestazione che il pannello, da solo, non può dare.

Come leggere le classi di reazione al fuoco

In Europa i materiali da costruzione si classificano secondo la norma EN 13501-1, con le cosiddette Euroclassi:

  • A1 e A2: materiali incombustibili o con contributo minimo all'incendio;
  • B: contributo molto limitato, una classe frequente tra i pannelli a base di legno con trattamento ignifugo;
  • C e D: contributo limitato o medio, D è in genere la classe del legno non trattato;
  • E e F: contributo elevato o prestazione non determinata.

Alla lettera principale si aggiungono due parametri. La sigla s, da s1 a s3, misura la produzione di fumo, dove s1 è la più bassa. La sigla d, da d0 a d2, riguarda le gocce o particelle ardenti, dove d0 indica che non se ne producono. Una classificazione completa si legge quindi come B-s1,d0 oppure C-s2,d0. Per i pavimenti si usa la stessa scala con il suffisso fl. In Italia è ancora diffusa anche la vecchia scala nazionale, dalla classe 0 alla 5, che si trova in capitolati e documenti meno recenti.

Come si ottiene un pannello ignifugo? Il legno resta legno, ma viene trattato con sostanze ritardanti di fiamma. A seconda del prodotto, gli additivi possono essere inseriti nell'impasto o nelle colle durante la produzione, oppure impregnati negli strati del pannello. In caso di incendio questi trattamenti rallentano l'accensione e la propagazione della fiamma sulla superficie. Proprio perché il risultato dipende dal processo, la classe va sempre dimostrata da prove e documenti, non dedotta dall'aspetto del pannello.

Dove si usano i pannelli ignifughi

I requisiti di reazione al fuoco dipendono dall'attività, dalla posizione del materiale nell'edificio e dal progetto antincendio, che può chiedere classi diverse per pareti, soffitti, pavimenti e arredi. Alcuni contesti ricorrono spesso:

  • alberghi, ristoranti e negozi, per arredi e rivestimenti;
  • scuole e uffici, nelle parti non strutturali;
  • teatri, cinema e locali di pubblico spettacolo, anche per le scenografie;
  • allestimenti fieristici e stand;
  • vie di fuga e spazi pubblici con prescrizioni di sicurezza.

Il compensato di pioppo ignifugo di LegnoOnline, disponibile negli spessori 10 e 20 mm, è indicato per arredi e rivestimenti interni, contract, uffici e scuole per le parti non strutturali, allestimenti fieristici e scenografie. Unisce la leggerezza del pioppo ai requisiti di reazione al fuoco, un vantaggio per movimentazione, montaggio e trasporto. Il truciolare ignifugo da 18 mm è invece indicato per arredo contract, pareti e contropareti interne, boiserie, corpi mobile, ante e ripiani.

Per i pannelli a base di legno destinati all'edilizia, la prestazione viene riportata nella dichiarazione di prestazione del produttore, insieme alla marcatura CE. È il documento che il progettista o il tecnico antincendio chiede per verificare che il materiale corrisponda a quanto prescritto. Conviene procurarselo prima dell'acquisto, non dopo il montaggio, così da evitare sorprese in fase di collaudo o di controllo.

Lavorazioni e finiture: attenzione alla classe

Un punto spesso sottovalutato: la classe di reazione al fuoco si riferisce al pannello così come è stato provato. Vernici, colle, laminati e rivestimenti non compatibili possono modificarla. Una laccatura qualsiasi su un pannello ignifugo, per esempio, può far perdere la prestazione dichiarata.

Le indicazioni di LegnoOnline vanno nella stessa direzione: utilizzare cicli di finitura compatibili con la documentazione del produttore, sigillare i bordi e consultare sempre la scheda tecnica. Nella pratica conviene:

  • scegliere il pannello in base alla classe richiesta dal capitolato, prima ancora che all'estetica;
  • richiedere la documentazione tecnica disponibile, come rapporti di prova e certificazioni;
  • usare vernici e adesivi a loro volta classificati o dichiarati compatibili;
  • conservare le schede di tutti i materiali, che servono al tecnico per la dichiarazione finale.

Anche lo stoccaggio merita attenzione: i pannelli ignifughi vanno conservati all'asciutto e in piano, perché umidità e acqua possono alterare i trattamenti. Per la pulizia ordinaria bastano panni morbidi e detergenti neutri, evitando prodotti aggressivi sulle superfici trattate.

Quando il capitolato chiede requisiti di reazione al fuoco, scrivi a info@legnonline.it o contatta il +39 327 062 0223 su WhatsApp indicando classe richiesta, spessori e misure: LegnoOnline offre assistenza su scelta, lavorazioni e documentazione dei pannelli ignifughi.